
Quattro Assi – Rassegna di teatro dialettale
01 marzo ore 16:00
Una pension da mia normel
Compagnia “FnilBus Theater”
In una lussuosa casa di riposo, “Villa Smeraldo”, due arroganti anziani si divertono a umiliare gli altri ospiti, ostentando le loro altissime pensioni d’oro. Le cose però stanno per cambiare: un controllo da parte dell’INPS e l’arrivo di una nuova assistente porteranno un totale scompiglio, in un susseguirsi di gag esilaranti.
Testo: Christian Spaggiari
Regia: Damiano Scalabrini
Con: Damiano Scalabrini, Alessandro Scalabrini, Nicoletta Papaleo, Stefania Cortese, Mirco Aldrigo, Simone Petrolini
15 marzo ore 16:00
Ateinti al treno!
Compagnia “Indù & Friends”
Uno spettacolo brillante, ricco di personaggi bizzarri che si incontrano per caso su un treno e mettono in scena due atti all’insegna del divertimento. La scena si svolge all’interno di un vagone ferroviario, dove avvengono un insieme di incontri e situazioni che inevitabilmente sfociano in momenti esilaranti.
Testo e Regia: Lauro Comastri
Con: Lauro Comastri, Elena Tirabassi, Gianluca Benassi, Lauro Margini, Betty Bertani
22 marzo ore 16:00
Non capisco... ma mi adeguo
Artemisia Teater – Due atti comici di Antonio Guidetti.
In questo spettacolo Guidetti prende in esame la differenza fra sviluppo e progresso, che, differentemente da quello che si può pensare, non sono sinonimi: lo sviluppo risponde alla logica della tecnologia, il progresso risponde alla dignità della persona. Una volta c’era l’Homo Erectus, ora che usiamo i cellulari siamo continuamente piegati su di essi, come dei “Primati”. Viviamo in una società dove la popolazione anziana sta aumentando vorticosamente creando un “disallineamento evolutivo” che, se non controllato attentamente, può portare alcuni alla totale pazzia. Si può ridere di questo? Guidetti e i suoi amici ci provano con questo divertente spettacolo
Con: Antonio Guidetti, Maurizio Bondavalli e Marzia Melloni
29 marzo ore 16:00
Se al zio al sà la vritè a perdom l'ereditè
Compagnia “Noi del Po”
In un piccolo paese, intorno agli anni 60, il signor Antonio vive agiatamente grazie all’assegno mensile che il fratello Calogero emigrato in Canadà gli manda puntualmente, avendo fatto fortuna. Zio Calogero dopo circa 35 anni di assenza dal paese natio comunica al fratello di voler venire a fare testamento al nipote Roberto, unico erede, visto che sta esaudendo il desiderio di vederlo laureato in medicina. Ma Calogero, arrivando al paese, si troverà davanti ad una brutta verità…
Testo: Rosanna e Calogero Maurici
Regia: Tiziano Pezzini