666.ppp Quel diavolo di Pasolini
Domenica 8 marzo
ore 18:00
Teatro San Prospero
Domenica 08 marzo alle ore 18:00 va in scena 666.PPP Quel Diavolo di Pasolini, spettacolo teatrale scritto e diretto da Manfredi Rutelli , e ispirato a un progetto mai portato a termine di Pier Paolo Pasolini.
Nell’agosto del 1973, Pasolini lavorò alla sceneggiatura dell’Histoire du Soldat per un progetto destinato a diventare un film. Quella versione vagheggiata, e mai realizzata, si poneva come dissacrante, popolare, militante e disperata rilettura contemporanea del capolavoro di Stravinsky–Ramuz.
Al fine di valorizzare, divulgare, ma, soprattutto, sviluppare ed estendere quell’esperienza, LST Teatro ha voluto realizzare, a cinquant’anni dalla sua morte, uno spettacolo fortemente ispirato a quella rilettura.
In scena Giulia Canali, Gianni Poliziani e Alessandro Waldergan, con la voce di Diletta Maria D’Ascanio, danno corpo a una narrazione che mescola parola, musica, suono e immagini. Le musiche originali di Riccardo Panfili, eseguite da Tetraktis Percussioni, costruiscono una radicale rilettura musicale fondata sul ritmo, sulla pulsazione, sul tempo che incalza.
Prodotto da LST Teatro e Tetraktis Percussioni, lo spettacolo si muove tra teatro musicale, racconto popolare e invettiva poetica. Il tono è ironico e tragico insieme, il linguaggio diretto, a tratti visionario, pensato per innescare una guerriglia culturale fatta di domande più che di risposte.
Un’opera che non guarda al passato, ma lo usa come detonatore per far inceppare, qui e ora, la macchina infernale del presente.
Info e prenotazioni biglietteria@teatrosanprospero.it
342 179 1236
666.PPP – Quel diavolo di Pasolini
Una produzione
LST Teatro
Domenica 08 marzo
2026
ore 18:00
testo e regia: Manfredi Rutelli con: Giulia Canali, Gianni Poliziani, Alessandro Waldergan musiche originali: Riccardo Panfili
Una fiaba.
Il libro, il Diavolo, il violino, la tentazione della ricchezza futura, la nostalgia della vita passata, una principessa: nel 1917, Stravinskij e Ramuz presero in prestito questi simboli dalle fiabe popolari russe per
creare una delle più affascinanti operazioni musicali e drammaturgiche
del ‘900, L’histoire du Soldat.
In quella straordinaria opera di teatro musicale raccontarono la tragedia dell’uomo di fronte al fato, alle forze che lo trascendono e che, prendendosi gioco di lui, lo portano alla distruzione.
Un soldato in congedo, sostando sulla via del ritorno verso il paese natale, tira fuori dal proprio bagaglio un violino e inizia a suonare; attratto dalla sua maestria, compare all’improvviso il Diavolo, in incognito, che lo avvicina proponendogli un affare, il famigerato patto: cedergli il violino e insegnargli a suonarlo, in cambio di un libro dal quale gli promette di ottenere ricchezza infinita.
Nell’agosto del 1973, Pasolini lavorò, con Sergio Citti e Giulio Paradisi, alla sceneggiatura di un film fortemente ispirato a quell’opera.
Quella versione vagheggiata, e mai realizzata, per la sopraggiunta morte del poeta, si poneva come dissacrante, popolare, militante e disperata rilettura contemporanea del capolavoro di Stravinsky–Ramuz, prospettando la possibilità di rivolta, e la speranza che l’umanità di allora potesse inceppare la macchina infernale da lui tante volte, provocatoriamente, criticata.