Sabato 9 Dicembre 2017 ore 21,00
in abbonamento

Tutto il Sole di Oggi (Unakite)

Debutto Nazionale

 

Spettacolo di teatro – danza 

Di e con Claudia Rossi Valli
in collaborazione con Tommaso Monza
Produzione Natiscalzi DT

Tutto il Sole di Oggi (unakite) è un titolo di buon auspicio.
Raccoglie il bello della giornata e lo trasforma in luce. Ma il suo acronimo è TSO, che in ambito medico significa Trattamento Sanitario Obbligatorio: la legge obbliga al ricovero per un minimo di sette giorni.
Come canta Vinicio Capossela, Pryntil è una sirena amata nel mondo del mare, corteggiata da Nettuno, ballerina famosa. Ma Pryntil si innamora di un marinaio che la seduce e poi riparte, lasciandola, forse per sempre. Pryintil si ritrova perduta. Pryintil è tutti noi, donne e uomini forti e fragili, soddisfatti ed infelici, alter ego dell’autrice.
Tutto il Sole di Oggi (unakite) parte da un’esperienza vera. Il reparto di psichiatria sembra un luogo di lacrime, farmaci e lunghissima noia, popolato di pazienti forzati a non fare nulla.
Ma il TSO si rivela essere anche un tempo per STARE, per pensare, guardare un muro che riflette te stesso. Uno spazio-tempo sospeso dove piangere, depositare, disperarsi, arrabbiarsi, chiacchierare anche, ridere insieme, innamorarsi persino.
Soprattutto un giardino per incontrare persone, tutte diverse, tutte meravigliosamente forti-fragili.
È da queste persone che prende vita Tutto il Sole di Oggi (unakite), dai sorrisi di Renata, dalle lettere di Beppe, dagli occhi belli di Roberto.
“È venuta Valentina a trovarmi. Ha portato in regalo un monile di unakite.” Il cartellino diceva: associata al chakra del cuore, è la pietra dell’affettività e dell’amore verso sé stessi, bilancia di corpi fisici e spirituali. L’unakite viene anche chiamata epidoto, dal greco epidosis: “crescere insieme”.

Gabriel

Spettacolo di Teatro – Danza

Di e con Tommaso Monza
in collaborazione con Claudia Rossi Valli
Produzione Natiscalzi DT e Compagnia Abbondanza/Bertoni
col sostegno del bando Teatri del Sacro 2017

Gabriel è il nostro secondo lavoro sul tema dell’Annunciazione, trilogia volta ad indagare le tre figure cardine del tema: Maria – L’Arcangelo Gabriele – il Divino.
Dopo Mary’s Bath, che racconta e declina la visione di Maria sospesa fra mortale e divino, fra icona e fanciulla, fra madre e santa, ora, con Gabriel, indaghiamo la figura del Messaggero.
La figura dell’Angelo Gabriele attraversa le tre grosse religioni monoteiste più una serie di culti minori sparsi per il mondo; questo lo rende figura piena di sfaccettature, simboli e azioni da investigare e rielaborare, alla ricerca di quel senso del divino che la ritualità del teatro può, per noi, tradurre. La nostra non vuole essere una ricerca religiosa ma squisitamente artistico/simbolica.
Gabriele è colui che manifesta la potenza del divino agli uomini, ma proprio per questo è colui che più frequenta gli uomini e forse un po’ di umanità si è radicata in lui.
Gabriel resta in bilico fra divino e umano, fra ermetico, simbolico, e limpida dichiarazione.
L’angelo Gabriele è Morte e Amore, non osserva ma agisce sugli uomini e per questo è colui che più si avvicina e capisce Maria, la più mortale fra i divini, la più divina fra i mortali.