ReteTeatraleRE  – Lettera aperta degli Enti di formazione teatrale

Di seguito la lettera inviata alle amministrazioni locali, agli assessori competenti e al Presidente della Regione Stefano Bonaccini

CHI SIAMO

Imprese di Produzione Teatrale, Associazioni di Promozione Sociale e Associazioni Culturali e formatori teatrali attivi da decenni sul territorio. 

DI COSA CI OCCUPIAMO

Ci occupiamo di formazione nell’ambito delle discipline teatrali, di progetti culturali sul territorio, di progetti didattici nelle scuole, di progetti sociali e culturali nell’ambito della disabilità e dell’inclusione sociale

 LE NOSTRE STRUTTURE

Abbiamo nostre sedi strutturate e organizzate per la gestione dell’attività formativa in tutta la provincia, gestiamo teatri e spazi culturali, collaboriamo con le scuole, con le pubbliche amministrazioni, con le istituzioni culturali e associazioni del territorio.

 COMPETENZE

Nelle nostre strutture lavorano professionisti altamente qualificati 

 QUANTI SIAMO

Nella sola provincia di Reggio Emilia, gli enti firmatari del presente documento, nell’anno accademico 2019/2020, stavano realizzando progetti formativi e artistici per 1.957 propri allievi, realizzano progetti scolastici per  4.489 studenti. I nostri eventi conclusivi coinvolgono da decenni un pubblico sempre più vasto: come parametro possiamo prendere il 2019 che ha visto la partecipazione alle nostre iniziative di 28.586 spettatori. 

IN TEMPO DI COVID

Dalla chiusura avvenuta in data 28 febbraio siamo partiti, vista anche la grande richiesta, nella riconversione dei nostri Corsi in strumenti di supporto a distanza dei nostri allievi, cercando di trovare forme nuove di espressività e riprogettando la didattica e garantendo alle fasce più delicate una continuità progettuale.

Al momento della chiusura avevamo attivato complessivamente presso le nostre strutture 177 corsi, dei quali 148 sono stati riconvertiti alla didattica a distanza. Abbiamo stimato un totale 1866  ore di lezione a distanza svolte dal 24 febbraio al 1 maggio.

Sempre al momento della chiusura avevamo 205 corsi avviati negli Istituti comprensivi, dei quali solo 19 siamo riusciti a proseguire con la didattica a distanza, per un totale di 188 ore,

L’interruzione dell’attività in un momento così cruciale dell’anno ha causato perdite:

  • per i laboratori e progetti non conclusi 
  • mancata realizzazione di quelli programmati non ancora attivati
  • mancata realizzazione degli esiti e dei saggi di  fine anno
  • mancata partenza dell’attività di formazione estiva

STATO DELL’ ARTE

Attualmente tutte le nostre sedi sono chiuse. A oggi non si evincono, in nessun documento, indicazioni relative alle imprese di formazione teatrale legate al terzo settore, come le nostre,  sino ad ora riconosciute come importanti risorse per il territorio.

 LE NOSTRE RICHIESTE

Come Enti del Terzo Settore approcciamo il  lavoro e l’impegno sociale con professionalità, seguendo il percorso di riforma che ci auspichiamo possa  “riconoscere e favorire l’iniziativa economica privata per concorrere all’accrescimento dei livelli di tutela dei diritti civili e sociali” (art.2 comma b legge 106/2016). 

  • Gestiamo spazi di grande metratura, pubblici o privati ma dei quali ci occupiamo di manutenzione, sicurezza sul lavoro, organizzazione e sostenibilità;
  • Abbiamo costi fissi elevati per affitti, utenze, etc.
  • Abbiamo costi per il personale.
  • Affidiamo le attività formative e performative a docenti qualificati e altamente specializzati, tutti con percorsi formativi e professionali alle spalle di grande rilievo;

La richiesta di formazione teatrale, negli ultimi anni, è cresciuta in maniera esponenziale anche per la benefica ricaduta che questa attività artistica ha nella quotidianità della vita delle persone.

Il nostro lavoro ha bisogno di essere progettato, pensato, adeguato alle nuove necessità, per mantenere fede alla promessa dell’offerta agli utenti – la nostra mission – con nuove modalità e metodologie.

Per fare questo è indispensabile avere:

  • Un tempo adeguato di progettazione;
  • Strumenti finanziari adeguati per sostenere gli investimenti necessari.

 DI COSA ABBIAMO BISOGNO 

  1. Una ROAD MAP precisa per la riapertura che ci consenta di valutare come, intanto, riorganizzare gli spazi, considerare le aree lavorative (uffici e strutture annesse, non le sale prove) come uffici “normali” cui si può accedere con le normali attenzioni sanitarie e di sanificazione.
  2. Un protocollo specifico per la sanificazione degli spazi formativi (sale prove) che per loro natura ospitano rotazione di allievi con periodi di permanenza di circa 1,5/2 ore. Importante per poter determinare: quanti allievi per sala rispetto alla metratura, routine sanitarie nell’alternanza degli allievi, routine giornaliera di sanificazione. Poter iniziare in sicurezza a progettare le nuove e diverse attività formative che andremo a proporre e che dovranno tener presente le nuove misure di sicurezza e di praticabilità.
  3. Riconoscere la rilevanza non solo culturale ma anche economica delle nostre attività, soprattutto in termini di personale dipendente e collaboratore. In quest’ottica, rendere possibile l’accesso a strumenti di sostegno alla liquidità o al reddito equiparabili a quelle messe in campo per il comparto produttivo.
  4. Prevedere un contributo per la riconversione delle nostre attività e la riprogettazione dei percorsi in essere anche dal punto di vista dell’aggiornamento tecnologico e informatico.

CI PROPONIAMO

  • come interlocutori sia tecnici che artistici per ottenere, attraverso l’ascolto e la mediazione, le migliori proposte per la prosecuzione del nostro lavoro; 
  • come interlocutori artistico/organizzativi per trovare nuove soluzioni al problema della aggregazione soprattutto di bambini e ragazzi aiutando a ripensare gli spazi, le forme e i contenuti, sia nella attività formativa ordinaria che in quella sociale.
  • come partecipanti attivi nel supporto alle fragilità e disabilità trovando nuovi strumenti di aggregazione e di socialità condivisa. 

Il presente documento è aperto all’adesione di altre realtà di formazione teatrale  presenti sul territorio dell’Emilia Romagna che vorranno aderire e condividere le nostre necessità.

Per adesioni anche da altre provincie della nostra Regione si può inviare una mail a: reteteatralere@gmail.com

Aps Spazio EffeBi 19 – Francesca Bianchi (Castelnovo ne’ Monti)

Ars Comica Reggio Emilia 

Ars Ventuno Centro delle Arti  (Correggio Guastalla)

Altrarte Teatro (Correggio)

Associazione culturale Le Rane 

Associazione culturale Quinta Parete

Centro Teatrale Europeo Etoile (Reggio Emilia)

Centro Teatrale MaMiMò APS (Reggio Emilia)

Compagnia Teatro del Cigno (Reggio Emilia)

Patty Garofalo

Maria Antonietta Centoducati

Matteo Carnevali Teatro 

NoveTeatro – Centro Teatrale Novellara 

Nuovo Teatro San Prospero Associazione  Culturale (Reggio Emilia)

Sipario Aperto – Associazione Teatrale (Montecchio)

Teatro dell’Orsa  (Reggio Emilia)

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