Sabato 6 Aprile 2019 ore 21,00

Di e Con Antonio Anzilotti De Nitto

 

PROGETTO & PREMESSA

 

 

Cosa vediamo in un albero?

Il tronco, i rami, le foglie, i fiori e, se arriva ad esprimersi pienamente, i frutti.

Tutto quello che vediamo di un albero è il risultato dello sviluppo delle sue radici e da quanto esse siano ben radicate nel terreno.

Per salvare un albero da una terra morente lo si estrae insieme alle sue radici ma se si vuole ucciderlo sappiamo bene che lo si separa, tagliandolo di netto, dalla propria base. Ciò che resta sarà solo il segno di una vita non espressa.

La base di un albero tagliato resta, così come le sue radici, le quali alle volte sono talmente forti da emergere ed essere visibili fuori dal terreno.

Una vita tagliata è come un albero che non ha potuto esprimersi pienamente.

Una vita che viene spezzata sfuma e si perde nel tempo ma le sue radici, proprio come quelle di un albero, restano nella terra e sono storia.

 

E’ quanto accade in RADICI, dove storie sepolte e quasi dimenticate sono capaci di riemergere e provocare i loro effetti ancora oggi grazie alla loro forza vitale che le spinge fuori dal terreno. Una forza vitale che deriva soprattutto dal loro essere diverse dalle altre, ed è proprio la “diversità” la tematica che viene affrontata nell’opera.

Per raccontarla viene utilizzato un punto di vista estremo, tipico di un periodo storico in cui la diversità è stata oggetto di ghettizzazione, deportazione e sterminio.

Nei campi di concentramento nazisti la stella di Davide (due triangoli gialli sovrapposti) è stata il simbolo e lo stigma, per eccellenza, della diversità, intesa come inferiorità. Ogni sua colore rappresentava una determinata categoria di persone: giallo per gli ebrei, marrone per gli zingari, rosa per gli omosessuali, blu per gli emigrati, nero per gli asociali (tra cui vagabondi, etilisti, malati di mente, prostitute, lesbiche, ecc), rosso per i prigionieri politici, verde per i criminali, viola per i testimoni di Geova e ancor prima l’operazione T4, attraverso la quale venivano uccisi soggetti adulti e bambini con disabilità e disordini psichici.

 

Allo stesso modo anche qui si declinerà la diversità attraverso una serie di monologhi che si susseguiranno offrendo ogni volta un punto di vista differente, e portando alla luce storie spesso dimenticate dello sterminio.

 

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